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Dionisi Jacopo

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Blog di Jacopo Dionisi

La guida a AEO e GEO di Microsoft: cosa cambia per chi fa contenuti

2026-01-26 22:39

Jacopo Dionisi

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Estratto delle linee guida GEO di Microsoft

Il contenuto della guida su AEO e GEO pubblicata il 6 gennaio 2026 da Microsoft.

Il 6 gennaio 2026 Microsoft ha pubblicato un documento (qui il link) che potrebbe segnare un punto di svolta per tutti i professionisti dei contenuti digitali: una guida operativa su Answer Engine Optimization (AEO) e Generative Engine Optimization (GEO). Non si tratta di teoria o speculazione, ma del primo framework ufficiale rilasciato da un'azienda big tech su come ottimizzare contenuti per essere raccomandati dall'intelligenza artificiale.

 

Il timing non è casuale. Mentre il settore SEO mostra ancora posizioni volatili sulla definizione e rilevanza di GEO, come documentato da Search Engine Land nell'analisi sui thought leader, Microsoft porta chiarezza con un messaggio inequivocabile: siamo passati dall'era del “posizionamento per i clic” a quella del “essere capiti e raccomandati dall'intelligenza artificiale”.

Cosa sono davvero AEO e GEO (secondo Microsoft)

La prima cosa che colpisce della guida Microsoft sono le definizioni.

 

AEO = Agentic Engine Optimization: dunque non “Answer”, ma “Agentic”, riferito agli AI agents che possono compiere azioni. Si concentra sul rendere contenuti e informazioni prodotto facili da recuperare, interpretare e presentare come risposte dirette da parte di assistenti AI.

 

GEO = Generative Engine Optimization: rendere i contenuti scopribili e persuasivi all'interno dei sistemi di intelligenza artificiale generativi, aumentando chiarezza, affidabilità e autorevolezza. Secondo la guida Microsoft, sono tre i pilastri che determinano se un contenuto viene raccomandato o ignorato dall'AI:

  • chiarezza
  • affidabilità
  • autorevolezza

 

La relazione con la SEO tradizionale è espressa nella guida con una formula efficace: “La SEO aiuta a trovare il prodotto. L'AEO aiuta l'IA a spiegarlo chiaramente. Il GEO aiuta l'IA a fidarsi e a consigliarlo.”

 

Dunque, non è una sostituzione, ma un'evoluzione. La SEO rimane fondamentale per la fase di scoperta, mentre AEO e GEO governano l'influenza dei marchi, cioè il momento in cui l'AI decide cosa raccomandare all'utente.

I tre percorsi dei dati che gli AI usano per valutarti

Il cuore tecnico della guida Microsoft si potrebbe riassumere così: gli AI non guardano solo il tuo sito, ma aggregano informazioni da tre fonti distinte.

 

  1. Dati raccolti. Sono le informazioni che gli AI hanno appreso durante il loro allenamento e quelle indicizzate dal web. Modellano la percezione di fondo del tuo marchio e includono categorie prodotti, reputazione, posizionamento di mercato. Qui la SEO tradizionale mantiene tutta la sua rilevanza.
  2. Feed di prodotto e API. Sono i dati strutturati che condividi attivamente con le piattaforme AI. Ti danno controllo diretto su come prodotti o servizi vengono rappresentati nelle comparazioni. Come nota Microsoft nella guida, i feed forniscono accuratezza, dettaglio e consistenza. Se non hai feed strutturati, rischi di risultare invisibile nelle raccomandazioni AI.
  3. Dati live nel sito web. Sono le informazioni che gli AI agents raccolgono visitando il tuo sito in tempo reale (rich media, recensioni utenti, pricing dinamico, ecc.). Microsoft sottolinea che gli agenti AI “effettuano ricerche web in tempo reale durante tutto il percorso, non solo al momento dell'acquisto”. L'esperienza live del sito conta molto più di quanto tu possa pensare.

 

Uno spunto interessante che emerge dalla guida è che la maggior parte delle aziende ha già dati di cui l'AI ha bisogno, ma sono come sepolti in formati non strutturati. Dunque non sempre è necessario inventare contenuti nuovi, ma certo serve strutturare meglio quelli esistenti.

Tre strategie per creare il tuo piano d'azione

Microsoft propone un piano d'azione concreto articolato in tre fasi, come analizzato in dettaglio da Roger Montti su Search Engine Journal il 22 gennaio 2026.

Fondamenti tecnici

Il catalogo di prodotti e contenuti deve essere di facile lettura da parte dell'intelligenza artificiale, consistente ovunque e aggiornato.

 

Le azioni concrete includono:

  • implementare schema markup per prodotti, offerte, recensioni, liste, FAQ e brand;
  • integrare campi dinamici per pricing e disponibilità in tempo reale;
  • garantire allineamento tra dati feed e on-page strutturati.

 

Consiglio: evitare inconsistenza tra contenuto visibile agli utenti e contenuto servito ai crawler.

Il contenuto per l'intento e la chiarezza

Qui entra in gioco l'ottimizzazione vera dei contenuti. Microsoft raccomanda descrizioni che inizino con benefici e casi d'utilizzo reali, non con specifiche tecniche.

 

I titoli devono rispecchiare il modo in cui le persone fanno domande. Servono blocchi di contenuto modulari, come FAQ, specifiche, funzionalità chiave, comparazioni, facilmente estraibili e riutilizzabili dall'intelligenza artificiale.

 

Non va dimenticato l'approccio multi-modale: alt text accurati, trascrizioni per i video, metadata strutturati per le immagini.

Forse ti possono tornare utili anche i miei consigli su come scrivere articoli per un blog nel 2026.

Segnali di fiducia

Gli assistenti AI danno priorità a fonti che considerano affidabili. Come spiega Microsoft nella guida: “Gli assistenti AI danno priorità ai contenuti provenienti da fonti affidabili. Segnali quali recensioni verificate, volume delle recensioni e sentiment chiaro contribuiscono a stabilire la credibilità e influenzano i consigli”.

 

Le azioni concrete da intraprendere:

  • aumentare la credibilità delle recensioni (verificate, con volumi significativi, sentiment chiaro);
  • rafforzare l'autorevolezza del brand con segnali del mondo reale come press coverage, certificazioni, partnership;
  • mantenere messaggi di marketing fondati e consistenti, perché informazioni esagerate o fuorvianti riducono la fiducia e limitano la visibilità nelle esperienze AI.

Il vantaggio di muoversi presto

Microsoft è esplicita su un punto nella guida: la maggior parte dei brand non ha ancora capito come navigare questo nuovo scenario.

 

L'agentic commerce, ovvero l'ecosistema di assistenti AI, che possono guidare decisioni e completare acquisti, è ancora in fase iniziale. I brand che si muovono ora non saranno solo scopribili quando la massa critica di utenti si sposterà su questi canali, ma diventeranno lo standard di riferimento che tutti gli altri cercheranno di imitare.

 

La guida completa è scaricabile gratuitamente dal blog di Microsoft Advertising, e rappresenta un punto di riferimento concreto per chi lavora con i contenuti. Dall'obiettivo di “farsi trovare” si passa a quello di “farsi raccomandare” e questo cambio di prospettiva richiede adattamenti strategici, che vanno ben oltre, ma che continuano a includere la SEO tradizionale.